
Una settimana fa avevo scritto del mio 5K in 28:53. Mi era sembrato un bel traguardo, ma c'era un problema: controllavo di continuo il mio Garmin, terrorizzato dalla mia stessa frequenza cardiaca. Oggi ho corso in 27:55. Quasi un minuto in meno in una sola settimana. La differenza? Non ho guardato la frequenza cardiaca nemmeno una volta.
L'ansia dei numeri
Sono una persona ansiosa per natura. A 36 anni, vedere la frequenza cardiaca salire a 150 BPM durante una corsa mi faceva davvero paura. Mi trattenevo di proposito, convinto che spingere anche solo un po' di più fosse in qualche modo pericoloso o che il mio corpo non potesse reggere.
A quanto pare, quei numeri non erano nemmeno particolarmente alti per uno sforzo da moderato a intenso. Mi stavo solo rallentando senza alcun motivo. L'ansia era l'unica cosa che metteva il freno ai miei progressi.
Fidarsi del corpo (e dell'allenamento tempo)
Questa settimana, seguendo l'allenamento tempo suggerito dal Garmin, ho preso una decisione consapevole: mi sarei semplicemente fidato del passo obiettivo e avrei corso. Niente controllo della frequenza cardiaca, niente ossessione per i dati, niente panico anticipato.
Quando ho tagliato quel traguardo immaginario in 27:55, è stata una sensazione incredibile. È stata una grande presa di coscienza: il mio corpo è capace di molto più di quanto la mia mente ansiosa gli riconosca.
La combinazione perfetta: corsa e sobrietà
In realtà ho iniziato a correre quando sono diventato sobrio e, sinceramente, è la combinazione migliore che potessi mai desiderare. Quando togli l'alcol dall'equazione, ti ritrovi all'improvviso con un surplus di tempo, energia e, se vogliamo essere onesti, emozioni grezze e non elaborate.
Per affrontarle, ho capito che mi serviva una valvola di sfogo. Mi serviva quel mitico "runner's high".
Quando corri, soprattutto quando superi quel primo muro di fatica, il cervello si riempie di endorfine ed endocannabinoidi. È un'euforia naturale e sana che spazza via completamente lo stress e l'ansia che un tempo mi spingevano a bere.
Perché tutto questo conta per il recupero
Se sei nel tuo percorso di sobrietà e stai affrontando gli inevitabili picchi d'ansia che arrivano nei primi giorni (o anche anni dopo), non posso che consigliarti l'esercizio fisico.
- Costruisce fiducia: battere i propri record precedenti, anche solo di un minuto, dimostra che puoi migliorare e crescere.
- Obbliga alla consapevolezza: quando spingi i tuoi limiti fisici (senza analizzare ossessivamente l'orologio), devi essere presente nel tuo corpo.
- Offre un punto fermo: un piano di allenamento dà una struttura alla tua settimana, fondamentale quando stai costruendo nuove abitudini sane.
Quindi, se ti stai trattenendo, che sia nelle scarpe da corsa, nella carriera o nel recupero, perché "i numeri sembrano spaventosi", fai un bel respiro. Fidati del processo. Fidati del tuo corpo. Corriamo!
"Gli unici limiti che hai sono i limiti in cui credi."
Quasi un minuto in meno sui 5K in una settimana, solo lasciando andare l'ansia. Corsa e sobrietà sono davvero la combinazione migliore.

