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Salute Mentale

Lo schema prevedibile che non avevo mai notato: come il bere mi faceva seguire sempre lo stesso copione

Trifoil Trailblazer
5 min di lettura

Pensavo di essere una persona spontanea. Divertente. Flessibile. Quando bevevo, mi sembrava di vivere nel momento: di fare scelte, di essere socievole, di godermi la vita. Ma la sobrietà mi ha rivelato qualcosa di scomodo: non stavo scegliendo proprio nulla. Seguivo esattamente lo stesso copione ogni singolo giorno.

L'illusione della spontaneità

Quando bevi regolarmente, ogni giorno sembra diverso perché la sostanza crea una sensazione di novità. Lo sballo sembra speciale. Le conversazioni sembrano uniche. La serata sembra ricca di eventi. Ma togli l'alcol e ti rendi conto che è sempre lo stesso schema che si ripete.

Stessi pensieri: "me lo merito", "solo un altro", "smetto domani". Stesse voglie: la voglia delle 16, il rituale di dopo il lavoro, il conto alla rovescia per il fine settimana. Stesse serate: bere, staccare il cervello, promettermi che domani farò qualcosa di diverso. Stesse mattine dopo: rimpianto, mal di testa, la decisione di ridurre... finché il ciclo non ricomincia.

Continuavo a pensare di star scegliendo qualcosa: scegliere di rilassarmi, scegliere di divertirmi, scegliere di staccare. Ma in realtà stavo solo ripetendo lo stesso schema con il pilota automatico. L'unica cosa che lo faceva sembrare nuovo era che l'alcol mi faceva dimenticare di aver fatto esattamente la stessa cosa il giorno prima, e il giorno prima ancora, e ancora quello prima.

Sembrava speciale solo perché stavo bevendo

Ecco la verità scomoda: l'alcol ti inganna facendoti credere che i momenti ordinari siano straordinari. Stare sul divano con un drink sembra "tempo per me". Avere la stessa conversazione che avevi avuto la settimana prima sembra profondo. Non fare niente diventa un'attività in sé, perché lo fai mentre bevi.

Ma era uguale ogni giorno. L'unica variabile era il bicchiere che avevo in mano.

Pensavo di essere spontaneo perché bere mi sembrava un evento. Ma quando fai la stessa cosa ogni giorno e la chiami spontaneità, quella non è libertà: è una routine che ti sei convinto sia una scelta.

Il mio mondo ruotava attorno a una sola decisione

Guardando indietro, non mi rendevo conto di quanto fosse diventato piccolo il mio mondo. Ogni decisione, ogni programma, ogni serata ruotava attorno a una sola domanda: bere o non bere? E, sinceramente, la risposta era sempre la stessa.

Cosa bere? Birra, vino o qualcosa di più forte? Quando bere? Dopo il lavoro o aspettare fino a cena? Con chi? Da solo, con gli amici o entrambe le cose?

Queste non erano vere scelte: erano variazioni sullo stesso tema. La mia vita si era ristretta a un unico asse, e non me ne ero nemmeno accorto finché non ho smesso.

La sobrietà non mi ha dato soltanto lucidità. Mi ha ridato delle scelte vere. All'improvviso le serate non erano più predeterminate. I fine settimana non erano più organizzati attorno agli orari del bere. I programmi sociali non passavano più dal filtro del "lì posso bere?".

Aprire gli occhi sullo schema

La sobrietà all'inizio è scomoda perché rimuove la nebbia che faceva sembrare nuova la ripetizione. Senza alcol, vedi lo schema con chiarezza, ed è una cosa che ti scuote.

Ma c'è anche un'altra verità: una volta che lo vedi, non puoi più non vederlo. Ed è lì che il cambiamento vero diventa possibile.

Ho cominciato a notare cose che mi sfuggivano da anni:

  • Avevo passioni che avevo abbandonato perché interferivano con il tempo dedicato al bere

  • Avevo relazioni che si erano spente perché davo la priorità al bere invece che al legame con le persone

  • Avevo obiettivi che avevo messo da parte perché richiedevano una lucidità che non avevo

  • Avevo energie che sprecavo ogni singolo giorno in modalità recupero

Lo schema prevedibile non riguardava solo il bere: riguardava quanta parte della mia vita avevo messo in pausa mentre mi convincevo di vivere pienamente.

Liberarsi dal copione

La sobrietà non ti rende automaticamente spontaneo o flessibile. Ma ti dà lo spazio per diventarlo davvero: questa volta sul serio.

La prima fase della sobrietà può sembrare noiosa perché sei abituato all'alcol che ti dava la sensazione di novità. Ma quella noia in realtà è lucidità. È vedere la realtà senza il filtro che faceva sembrare entusiasmante la solita routine.

E una volta che resti con quella lucidità abbastanza a lungo, qualcosa cambia. Ricominci a fare scelte vere. All'inizio piccole: provare una nuova passione, dire di sì a inviti che avresti evitato, restare presente in una conversazione senza bisogno di un drink per farla sembrare significativa.

Il mondo smette di ruotare attorno a un'unica decisione e, all'improvviso, tornano disponibili migliaia di decisioni.

Riflessioni finali

Se stai leggendo questo e ti riconosci nello schema (gli stessi pensieri, le stesse voglie, lo stesso copione che si ripete), quel riconoscimento è il primo passo. Non sei rotto. Non sei debole. Sei solo bloccato in un loop che l'alcol ti ha convinto sia libertà.

La sobrietà non sistemerà ogni cosa. Ma ti mostrerà lo schema. E una volta che lo vedi con chiarezza, puoi finalmente scegliere qualcosa di diverso.

Non lo stesso copione con piccole variazioni. Non l'illusione della spontaneità mentre fai la stessa cosa ogni giorno.

Una vita vera, autentica, imprevedibile. Il tipo di vita che non hai bisogno di anestetizzare per goderti.

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